Esistono due approcci alle relazioni: alcuni cercano un fiore in vaso già pronto da mettere sul davanzale della finestra e da ammirare.
Altri si rendono conto che qualsiasi fiore richiede cure, annaffiature, trapianti, e che a volte si ammala e a volte non fiorisce, secondo un corrispondente di .
Il primo approccio è destinato alla delusione, perché non esistono fiori perfetti, ma solo curati o trascurati. Possiamo spostare all’infinito i vasi da un posto all’altro, ma non aspettare mai la fioritura.
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Il secondo approccio richiede pazienza, attenzione e disponibilità ad accettare le imperfezioni come norma di vita. Si tratta di vedere nel partner non ciò che non c’è in lui/lei, ma ciò che già possiede e aiutarlo a crescere.
Far crescere la propria relazione significa metterci tempo, impegno e anima, e allora diventa veramente nativa. Il fiore perfetto di qualcun altro non avrà mai lo stesso profumo di quello che avete innaffiato con l’annaffiatoio ogni mattina.
Gli errori sono inevitabili in questo processo, capita di innaffiare troppo o, al contrario, di dimenticare di innaffiare. Ma questa è la vostra esperienza, i vostri errori, le vostre vittorie, e solo questi rendono viva la relazione.
Certo, è più facile cambiare partner che cambiare se stessi, è più facile cercare il ready-made che costruire da zero. Ma c’è un triste schema nel cambio seriale di volti: con ogni nuova persona portiamo con noi vecchi problemi.
Solo soffermandosi in un luogo, iniziando a scavare in quel terreno, si può scoprire che sotto uno strato di polvere ed erbacce si nasconde qualcosa di molto prezioso. E questo qualcosa ha bisogno di tempo per germogliare e produrre i fiori per cui tutto è stato concepito.
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