Come rendersi conto di essere svalutati: i segnali silenziosi che ci sfuggono

La svalutazione raramente arriva con urla e insulti, più spesso si insinua su zampe morbide, in pantofole di seta.

Si tratta di frasi innocenti: “sei troppo sensibile”, “stavo scherzando”, “non sei mai soddisfatto”, da cui nasce una freddezza che si deposita all’interno, riferisce il corrispondente di .

Per prima cosa si smette di condividere i propri successi, perché in risposta ci si sente dire “pensaci” o “e oggi ho qui”. Poi si smette di lamentarsi dei problemi perché si sente dire “è colpa tua” o “non lamentarti”.

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Gradualmente si inizia a svalutare se stessi, molto prima che il partner apra bocca. Sapete già che i vostri sentimenti non sono importanti, che i vostri successi sono insignificanti e che i vostri problemi sono immaginari.

La cosa più spaventosa della svalutazione è che è sottile, non ti colpisce, si diffonde come un gas avvelenato. Non si sente l’odore, ma un giorno ci si sveglia e ci si accorge di non riuscire a respirare.

Gli psicologi lo chiamano gaslighting, quando si viene gradualmente portati a credere che la propria realtà non sia reale. Che l’avete immaginata, che ve la siete inventata, che volete troppo, vi aspettate troppo, vi fate troppe illusioni.

L’unico modo per uscire da questa nebbia è iniziare a credere a se stessi, ai propri sentimenti, al proprio dolore, anche se il mondo intero dice il contrario. Se state soffrendo, non lo state immaginando, se siete offesi, avete il diritto di esserlo.

L’amore non richiede di rimpicciolirsi per adattarsi alla vita di qualcun altro. L’amore è quando i tuoi sentimenti contano, anche se sono scomodi, anche se non sei d’accordo con loro, anche se sono controversi.

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