Metodo mortale o giapponese. Due modi per perfezionare l’ordine in casa

Le cose occupano spazio, energia, tempo e a volte rovinano l’umore fin dal mattino. Riordinare una volta per tutte sembra un sogno irrealizzabile.

Tuttavia, esistono almeno due strategie efficaci per affrontare il disordine. La redazione di Aif.ru ha analizzato due approcci popolari al disordine: la “pulizia della morte” svedese e il sistema di Marie Kondo.

Ordine con sfumature filosofiche

Il nome di questo metodo potrebbe scioccarvi, ma non abbiate fretta di spaventarvi. Dietro l’insegna “pulizia della morte” si nasconde una profonda filosofia puramente scandinava di cura dei propri cari. Il termine Döstädning (dalle parole svedesi “morte” e “pulizia”) si riferiva originariamente al processo di riordino delle cose nella casa di un parente deceduto. È un lavoro duro che ricade sulle spalle della famiglia in lutto.

L’artista e scrittrice svedese Margareta Magnussen ha reinterpretato questa tradizione nel suo libro. L’artista e scrittrice svedese Margareta Magnussen ha reinterpretato questa tradizione nel suo libro, proponendo un’idea rivoluzionaria: iniziare il processo di döstädning quando si è ancora in vita, in modo che figli e nipoti non si ritrovino con una montagna di “eredità” non raccolta sotto forma di vecchie ricevute e servizi che nessuno ha mai usato o intende usare.

L’essenza del metodo è semplice e pragmatica: si guarda alle proprie cose con gli occhi degli eredi. Che cosa sarà utile per loro e che cosa diventerà un peso e andrà alla fiera, ai servizi di rivendita o alla spazzatura? Una visione del genere fa riflettere e aiuta a separare rapidamente il grano dalla pula.

Cinque regole per la tranquillità svedese:

  1. Un viaggio più silenzioso significa un viaggio più pulito.
  2. Disordinare alla maniera svedese non è una maratona di velocità, ma piuttosto una meditazione.
  3. Non cercate di fare tutto in un fine settimana, datevi il tempo di riflettere e ricordare.
  4. Prima di tutto la strategia. Fate un piano e dividete la casa in zone.
  5. È consigliabile iniziare dal guardaroba o dagli armadietti della cucina (ci sono meno oggetti sentimentali) e lasciare l'”artiglieria pesante” – lettere, album, souvenir – per il finale.

L’arte di lasciar perdere. Se un oggetto prende polvere da anni, non porta gioia o (cosa importante!) potrebbe mettere in imbarazzo i vostri parenti quando lo troveranno dopo la vostra scomparsa, sbarazzatevene.

Distribuite la vostra “eredità” in anticipo. Non è necessario buttare via tutto. Offrite subito i libri alla biblioteca, i vestiti alle associazioni di beneficenza e i ninnoli memorabili agli amici.

L’altruismo come motore del progresso. La domanda principale non è l’egoistico “Voglio tenerlo?”, ma il premuroso “Qualcuno ne avrà bisogno dopo di me?”.

Come scrive la stessa Magnussen in L’arte delle pulizie mortali: “Pulire è un modo per dire alle persone care: “Ti voglio bene e non voglio che tu debba smaltire montagne di spazzatura dopo di me”.

Il metodo KonMari: trovare la scintilla della gioia

Mentre gli svedesi invitano a pensare al futuro e agli altri, la giapponese Marie Kondo suggerisce di concentrarsi sul presente e sui propri sentimenti. Il suo sistema, che ha conquistato il mondo, si basa sulle emozioni, non sulla logica.

Lo strumento principale del metodo KonMari è la domanda “Tokimeki?”, che può essere tradotta come “Il tuo cuore ha fremuto?”. Questo particolare oggetto vi porta gioia? In caso contrario, dovreste dirgli addio, ringraziandolo per il suo servizio. Questo è un approccio prettamente shintoista: il rispetto per gli oggetti permette di separarsene senza sentirsi in colpa.

Affinché la magia delle pulizie funzioni, Marie Kondo insiste nel seguire un rigido algoritmo:

Categorie invece di stanze. L’errore che molte persone commettono è quello di pulire la “camera da letto” o il “corridoio”. Kondo insegna a raccogliere lo stesso tipo di cose in tutta la casa. Ammucchiate tutti i vostri vestiti su un letto: la montagna di roba vi impressionerà per le sue dimensioni e vi mostrerà quante cose in più state immagazzinando.

Contatto tattile. Ogni oggetto deve essere tenuto tra le mani. Solo il contatto fisico vi aiuterà a capire se il vostro legame con quel maglione o con quelle vecchie note è ancora vivo.

Prima buttare, poi mettere via. Non comprate bei contenitori prima di aver finito di fare le pulizie. Lo stoccaggio organizzato ha senso solo per le cose che sono state selezionate “per gioia”.

Immagazzinamento verticale. Questo è il biglietto da visita del metodo. Le cose non vengono impilate (dove la maglietta inferiore non può essere raggiunta senza distruggere la struttura), ma arrotolate e disposte verticalmente, come i dorsi dei libri. Tutto è in bella vista e nulla si sgualcisce.

Marie Kondo assicura: una volta fatto una volta, cambierete la vostra mentalità e il disordine non tornerà più.

Quale strada seguire?

Entrambi i metodi conducono allo stesso obiettivo – una casa pulita – ma lo raggiungono per strade diverse. La scelta dipende dallo psicotipo e dalla situazione di vita di una persona.

Vale la pena scegliere la “pulizia della morte” svedese se:

Siete pragmatici, premurosi e motivati dal senso del dovere. Questo metodo è ideale per chi tende a risparmiare per un giorno di pioggia, ma non vuole essere un peso per i propri figli. È adatto anche a chi ama un processo piacevole e riflessivo che richiede tempo.

Provate il metodo KonMari se:

  • Siete emotivi, volete un cambiamento rapido e radicale e sognate di vivere circondati solo dai vostri oggetti preferiti. L’approccio giapponese piacerà ai pedanti che amano i sistemi chiari, i bellissimi organizer e gli origami (anche piegare i vestiti è un’arte).
  • Non dimenticate che la teoria senza la pratica è morta. Anche il libro di pulizie più brillante non riuscirà a eliminare la spazzatura al posto vostro. Iniziate con poco: oggi stesso, fate ordine in un cassetto della scrivania o in una scarpiera. Inoltre, l’ordine nella vostra casa porterà inevitabilmente all’ordine nei vostri pensieri.

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